Ci sono momenti della vita dove vediamo tutto nero.
Molto probabilmente stiamo affrontando diverse prove.
In quei momenti ci sentiamo stanchi, affranti e anche occuparci di piccoli impegni quotidiani diventa uno sforzo enorme.
Se la situazione non prende velocemente una piega diversa, iniziamo in maniera automatica a portare sempre più l’attenzione sul problema e finiamo per perdere di vista tutto ciò che funziona e va bene.
Presumibilmente la difficoltà occupa molto più spazio delle condizioni positive, ma anche dopo aver risolto la situazione quasi sicuramente continueremo per un po’ di tempo a vedere nero, a meno che non arrivi un evento esterno molto positivo che ci aiuta a distogliere l’attenzione da ciò che è appena successo.
Ma se questo non accade? Come possiamo rendere nuovamente la nostra vita colorata?
Bisogna fermarsi è cambiare prospettiva. Iniziare a guardare la situazione da altri punti di vista.
Solitamente lo strumento più utilizzato e fortemente consigliato per uscire fuori dal fango delle lamentele che in queste situazioni si creano, è quello di applicare la gratitudine.
Essere grati non vuol dire non vedere le difficoltà e i problemi.
Gratitudine vuol dire riconoscere come un dono tutto ciò che ci viene dato e spesso tendiamo a non dare la giusta importanza.
Se mi rompo un braccio, molto probabilmente sentirò dolore. Mi troverò in serie difficoltà motorie nel fare delle attività quotidiane. Dovrò prendermi cura del mio braccio per far si che guarisca nel migliore dei modi.
Allo stesso tempo però posso ricordarmi che il mio corpo non è fatto solo del braccio, ma ho anche degli occhi, delle orecchie, delle gambe e tante altri parti del corpo che funzionano in maniera ottimale.
Essere grati di questo mi aiuterà sicuramente ad affrontare la difficoltà in maniera più serena e mi permetterà di dare il giusto peso e valore alla situazione.
Inoltre, se decido di fare un cambio di prospettiva posso scegliere di prendere il meglio da questa circostanza.
Ad esempio, qualora il braccio rotto fosse quello che utilizzo di più, posso imparare e allenare il braccio opposto imparando così a fare le cose anche con l’altra parte del corpo.
Inizialmente sarà un po’ come tornare bambini, quindi tutto “più faticoso”, ma sarà tutto una nuova scoperta e avventura da affrontare.
Già, perché da bambini le difficoltà sono sfide e avventure e non “problemi”.
Ritornare alla propria Spontaneità Corporea vuol dire rientrare in contatto con il bambino che è in noi e imparare ad affrontare le situazione con la stessa meraviglia e curiosità che avevamo da piccoli.
Nella DanceAbility, un metodo di danza inclusiva, c’è un esercizio che si chiama “Uno danza e uno osserva”.
In questo compito, la persona che osserva deve guardare la persona che balla cambiando sempre prospettiva: da vicino, da lontano, dal basso, dall’alto, con un binocolo, chiudendo un occhio…
Questo semplice esercizio ha un grandissimo potere anche a livello mentale in quanto ci permette di non focalizzarci troppo solo su una cosa e ci aiuta a mantenere una mente elastica che ci permette di avere un quadro generale della situazione.
Ogni giorno abbiamo infinite possibilità per affrontare al meglio la nostra vita.
Imparare a cambiare prospettive ci sarà utilissimo per rendere tutto il nostro percorso più “leggero”.
Quando la mente è leggera anche il corpo lo è.
I movimenti a quel punto risultano essere più naturali e spontanei.
Siamo entrati ancora una volta nella Spontaneità Corporea.
Ph: Marco Lavagetto
