SIamo costantemente circondati da suoni e rumori di ogni genere.
Molte persone quando sono in casa accendono la radio o la tv per avere un po’ di “compagnia”.
Siamo così abituati a sentire suoni e rumori che se per caso ci troviamo in una situazione di silenzio iniziamo subito a sentirci a disagio.
Eppure il silenzio è rigenerante.
Spesso lo ricerchiamo, ma come detto poco fa, poi non riusciamo davvero a viverlo appieno e a goderlo.
Viviamo quel momento come un vuoto, come se mancasse qualcosa.
Ma nel silenzio abbiamo grandissime opportunità.
Ascoltare qualcosa che è più profondo dei suoni di superficie.
Il silenzio a volte ci spaventa perché fa emergere anche sensazioni, emozioni e pensieri che a volte non vogliamo percepire.
Ma se iniziassimo a prendere l’abitudine di stare almeno 5 minuti al giorno in completo silenzio e rimanendo attenti al momento presente potremmo iniziare a percepire i suoni e distinguerli.
Potremmo sentire in lontananza una moto che passa, qualche voce della casa vicina al nostro appartamento e poi con più attenzione il suono dell’aria che entra ed esce dal naso.
Nel silenzio entriamo in ascolto di un suono che è sempre presente e ci accompagna. Il nostro respiro. Il suono che ci ricorda ogni giorno che siamo vivi.
Quando entriamo in contatto con il silenzio entriamo più facilmente in contatto con il nostro corpo e il nostro Vero Sè.
Ed è in questo stato che possiamo più facilmente ritrovare la Spontaneità Corporea.
Come diceva Charlie Chaplin “il silenzio è un dono universale”.
Io personalmente da anni dico..
“Nel caos ci si perde, nel silenzio ci si ritrova”
Ph: Anke Sundermeier
